La produzione di semi

Le piante superiori si riproducono sessualmente attraverso i semi.

Questi vengono prodotti, solitamente, dopo l’impollinazione. Dico “solitamente” poiché i semi apomittici non vengono prodotti dallo sviluppo dell’ovulo fecondato, ma dallo sviluppo di cellule ad esso vicine e portanti il solo patrimonio genetico della pianta madre che, quindi, viene clonata.

L’impollinazione può avvenire con il polline della stessa pianta su cui si trova l’ovulo o con il polline di un altro individuo.

L’evoluzione ha spesso fatto in modo che, con diversi meccanismi, sia favorita l’impollinazione incrociata perché questa consente uno scambio genico mentre l’autoimpollinazione consente solo una ricombinazione dello stesso DNA.

L’impollinazione incrociata dà generalmente piante più forti, anche se alcune specie sono più resistenti all’indebolimento da autoimpollinazione. Ti faccio un esempio con due piante alimentari: lo zucchino, che può essere autoimpollinato senza che si indebolisca granché, e il mais, che invece ha bisogno di essere coltivato in grandi quantità di individui che si scambino vicendevolmente il polline.

Anche in coltivazione è consigliabile provvedere all’impollinazione incrociata ogni qual volta sia possibile. In alcuni casi sarà addirittura necessario: quando si hanno specie dioiche (ogni individuo è o maschile o femminile) e quando si hanno specie autosterili (nonostante che ogni individuo porti sia polline che ovuli questi maturano in tempi diversi oppure ogni individuo non permette al proprio polline di sviluppare il tubulo pollinico sui propri stigmi o comunque con diversi meccanismi impedisce l’autoimpollinazione).

Mi piace raccontarti, a questo punto, ciò che fa Hibiscus coccineus. I fiori di questa specie restano per alcuni giorni con i lobi dello stigma protesi verso l’esterno per farsi impollinare con polline che possa facilmente provenire da altri individui. Solo se non impollinato, come ultima spiaggia, prima di appassire il fiore rivolta i lobi dello stigma all’indietro fino a farli toccare sulle antere ed autoimpollinarsi.

Se coltivi piante i cui agenti impollinatori siano assenti nella tua zona dovrai provvedere all’impollinazione manuale, dovrai quindi semplicemente mettere del polline sullo stigma. Puoi stappare un’antera e strusciarla sullo stigma, puoi avvicinare due fiori fino a far in modo che il polline resti attaccato allo stigma, puoi impolverarti un dito con il polline e strusciarlo poi sullo stigma, ecc. Se usi un pennellino ricordati di lavarlo con alcool prima di usarlo su un’altra specie che potrebbe involontariamente ibridarsi con quella precedente (magari due specie diverse ma dello stesso genere).

Puoi anche ricorrere all’impollinazione manuale per assicurarti una buona e sicura fecondazione, ma ricordati che l’impollinazione manuale non esclude che poi avvenga anche un’impollinazione naturale con polline indesiderato, magari di una specie simile ma diversa. Per evitare ibridi non voluti e/o casuali io metto i bocci dei fiori dentro un sacchettino di rete finissima, attendo che si aprano lì dentro, li impollino manualmente e li richiudo lasciandoli poi nel sacchettino fino ad appassire. In questo modo sono sicuro di averli impollinati solo con il polline della stessa specie o comunque solo con il polline desiderato. Nessun insetto sarà intervenuto nell’impollinazione apportando ulteriore polline. A questo punto basterà attendere lo sviluppo del frutto e la maturazione dei semi.

A differenza di quanto avviene nelle collezioni, in natura è invece difficile che due specie si incrocino ed eventuali semi raccolti in habitat possono essere considerati puri con poche possibilità d’errore. Anzi sarà bene conservare i dati della località di raccolta insieme alle piante che ne deriveranno: costituirà un valore in più e saranno utilizzabili per un’eventuale reintroduzione o per altri lavori scientifici.

Una volta raccolti e ben asciutti i semi andranno conservati in bustine di carta. In caso di lunga conservazione si possono mettere in barattoli ermetici e preservati poi in un surgelatore per diversi anni o decenni.

 

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