Un senso in più alle tue collezioni

Le collezioni di piante vanno curate un po’ come se fossimo i curatori del nostro orto botanico privato, come gli oggetti di un museo vivente.

Fatti custode di esse. Gestiscile. Incrementale. Mantienile in ordine.

Fai in modo che le tue piante siano anche interessanti, non solo belle, profumate o saporite. Non chiamarle “fiori”.

Per questo ti consiglio di suddividerle in collezioni che abbiano un senso didattico o conservazionistico o un senso che tu trovi interessante. Puoi anche dare un numero ad ogni pianta e tenerne a parte una scheda con i dettagli: nome della specie, luogo di provenienza, data di entrata nella tua collezione, se è arrivata come seme o già come pianta, come la hai ottenuta, se hai notato qualcosa di interessante e degno di nota, ecc.

Puoi specializzarti in specie di un genere o di una famiglia, o di una parte di una famiglia, o specie di una certa zona o di un certo ambiente. Puoi anche mettere insieme specie molto diverse ma che ognuna rappresenti una “tappa” dell’evoluzione delle piante.

Poi studiale. Studiale sui testi e studiale osservandole. Probabilmente c’è tanto da imparare, da scoprire e in seguito da insegnare. Migliorerai la cultura tua e degli altri. Sii scientifico nel tuo approccio, cioè pretendi le prove e la dimostrazione di ciò che viene asserito, fatti spiegare il perché delle cose, stai attento ai pregiudizi che potresti anche involontariamente avere, non arrivare a conclusioni senza sperimentare e dimostrare. Condividi il tuo sapere con umiltà, tenendo presente che potresti anche sbagliare e sii felice se qualcuno, chiunque esso sia, te lo proverà.

Ti consiglio anche di propagare le tue piante, possibilmente riproducendole per impollinazione incrociata, e di diffonderle, vendendole, regalandole o scambiandole, corredate di informazioni. Fai visitare le tue collezioni, partecipa a mostre o organizzale.

Il motivo di tutto questo è quello di rendere consapevoli le persone di quanta ricchezza di biodiversità esista tra le piante, di affascinare il pubblico e di invogliarlo ad ulteriore approfondimento, di far capire l’importanza di conservare le forme di vita e, soprattutto, di conservarle insieme ad i loro ecosistemi in cui sono inserite. Avere piante con dati di località può essere utile anche per una loro eventuale reintroduzione in natura in quello stesso luogo (le piante hanno spesso piccole differenze da zona a zona). Le piante in coltivazione rappresentano una piccola ma importante “scorta” di quelle in natura e anche la tua collezione può essere una garanzia di conservazione di varie specie e del sapere ad esse legate.

Difficilmente troverai piante da collezione nel primo vivaio vicino a casa. Dovrai cercarle, spesso a lungo. Ne troverai magari su Internet o ad eventi organizzati e non tutte assieme, magari talvolta solo come semi.

Prima fatti qualche idea su cosa cercare, poi fai ricerche anche parziali su Google cercando, ad esempio, “Stapelia“, anche senza completare il nome con la specie, ed otterrai testo ed immagini di molte specie diverse del genere Stapelia. Quando avrai visto le specie che ti interessano cercale su Ebay o tra i siti dei vivai e dei venditori di semi. Alla fine deciderai probabilmente di volere tutte le specie del genere, più o meno belle che siano, più o meno rare, tanto per completezza.

Abbi sempre voglia di imparare e non fermarti di fronte ad argomenti “difficili”. Imparare anche solo che certe tematiche esistono rappresenta già un buon risultato.

Un ultimo doveroso consiglio: cerca e studia in inglese, perché oltre un certo livello di specializzazione non si trovano più molte informazioni nelle varie lingue nazionali. Chi scrive in inglese lo fa per essere accessibile ad un numero maggiore di persone sparse in tutto il pianeta, anche se magari perde qualche potenziale lettore nella propria nazione. Per non parlare poi del fatto che gli inglesi, e gli anglosassoni in generale, hanno per la botanica e l’orticoltura un interesse ed una cura particolari, un po’ come noi italiani li abbiamo per l’arte, la moda e la gastronomia. Be’, non ti nascondo che mi piacerebbe riuscire ad appassionare più italiani al mondo delle piante. Aiutami!

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