Le Araceae mediterranee

Le Araceae sono diffuse in quasi tutto il mondo e quelle che vivono intorno al bacino del Mediterraneo rappresentano un gruppo di specie piuttosto vario ed interessante. Hanno però un aspetto ecologico in comune: la dormienza estiva.

Questa è dettata dal clima mediterraneo, anche se si manifesta pure in specie che raggiungono areali distanti dal nostro mare.

I generi sono:

  1. Ambrosina: 1 specie
  2. Arisarum: 3 specie
  3. Arum: 31 specie
  4. Biarum: 22 specie
  5. Dracunculus: 2 specie
  6. Eminium: 9 specie
  7. Helicodiceros: 1 specie

Ambrosina è un genere monotipico che annovera solo la specie Ambrosina bassii. Questa è caratterizzata da una delle infiorescenze più complesse di tutte le Araceae: ha la forma di una “barchetta” divisa internamente in due piani. Uno con qualche fiore maschile ed uno con un solo fiore femminile. Lo spadice è fuso con la spata e costituisce la parete di separazione tra i due piani. Il colore della spata è bruno-porpora con variegature che vanno dal nero al verde e le sue dimensioni sono di circa 2 cm. L’apice della spata è acuminato ed è ripiegato sopra il resto dell’infiorescenza. Le foglie sono ellittiche e possono essere variamente variegate di porpora, verde scuro o bianco. Esistono anche alcune forme a foglie lineari o completamente porpora. Preferisce i luoghi semiombreggiati e ben drenati. Fiorisce in inverno.

Ambrosina bassii

Arisarum è un genere rizomatoso e contiene la specie A. vulgare che è una pianta molto comune intorno al Mediterraneo. Le sue foglie sono variabili nella forma e nell’eventuale maculatura bianco-argentea. La spata è tubulare, eretta ma con l’apice ricurvo ed aperto verso il basso da cui fuoriesce l’appendice dello spadice. Esistono esemplari più o meno scuri nei colori della spata: da striata di verde e bianco con apice completamente verde a striata di marrone scurissimo e bianco con apice marrone scurissimo, talvolta con sfumature purpuree. Una specie (per qualcuno solo una sottospecie) simile ma più adatta ai climi più aridi e caldi del Mediterraneo è Arisarum simorrhinum, ha piccioli e peduncoli più corti ed un portamento più compatto. L’infiorescenza è simile a quella di A. vulgare, ma più breve, più scura e con l’appendice dello spadice molto clavato ed allargato verso l’apice. Un’altra specie del genere è Arisarum proboscideum, con una spata bianca alla base e quasi nera all’apice, lungamente caudata e molto tipica. Quest’ultima vive nei boschi freschi e ombrosi dell’Italia ed è una rarità. A. vulgare e A. simorrhinum fioriscono dall’autunno alla primavera, mentre A. proboscideum fiorisce in primavera.

Arisarum vulgare
Variabilità nelle foglie di Arisarum vulgare
Arisarum proboscideum

Arum è il genere più comune in Europa e quello che ha dato il nome alla famiglia. Contiene circa 31 specie, alcune a diffusione ristretta ed altre con ampi areali. Il genere si ritrova dalla Svezia meridionale all’Asia centrale, al Nord Africa ed alle Canarie ed ingloba completamente il Mediterraneo. alcune specie hanno tuberi discoidali, altre hanno rizomi tuberosi orizzontali. Nelle varie specie le spate sono vistose, dal bianco, al verde chiaro, al giallo, al quasi nero, passando per alcune specie con colori rossastri. In lunghezza si va da quelle di meno di 10 cm di Arum idaeum a quelle di quasi 40 cm di Arum purpureospathum. Le appendici degli spadici variano da circa 4 cm come in alcuni individui di Arum maculatum agli oltre 30 cm di alcuni individui di Arum rupicola. Fioriscono tutti da fine inverno a primavera, tranne A. pictum che fiorisce in autunno.

Il genere potrebbe probabilmente celare qualche nuova specie ancora non scoperta. Infatti, ad esempio, un mio amico di Facebook ha postato una foto di una specie mai vista che anche agli occhi di un tassonomista di fama mondiale pareva una nuova specie. Spero che qualcuno ci stia lavorando.

Clicca qui per una mia descrizione di tutte le specie del genere Arum (in inglese).

Arum purpureospathum
Arum purpureospathum
Arum apulum
Arum hygrophilum
Arum sintenisii
Arum palaestinum
Arum rupicola
Arum cylindraceum
Arum italicum
Arum idaeum
Arum idaeum
Arum idaeum, rara forma ad appendice dello spadice bianca
Arum concinnatum
Arum megobrebi
Arum orientale
Arum creticum
Arum cyrenaicum

Biarum è il secondo genere delle Araceae mediterranee come numero di specie. Comprende la specie B. tenuifolium che, con qualche sottospecie, è diffuso in quasi tutto il Mediterraneo meridionale. Le altre specie sono concentrate nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente. Si tratta di specie più piccole di quelle del genere Arum. Le infiorescenze hanno spate la cui base si trova in posizione ipogea e variano da quelle a lembo disteso e acuto (solitamente bruno-nerastro e giallo solo in B. auraniticum) a quelle a lembo biancastro, avvolgente lo spadice e aperto solo lateralmente nella parte alta, a quella di B. ditschianum la cui spata è praticamente tutta sottoterra mentre la funzione attrattiva nei confronti degli impollinatori è svolta dall’appendice dello spadice, epigeo, che è un cono arrotondato di circa 3 cm di altezza per 2 cm di diametro basale, giallo uovo e molto vistoso.

Fioriscono dall’autunno alla primavera, a seconda delle specie.

Probabilmente in questo genere esistono specie non ancora scoperte, mentre una già scoperta deve ancora avere un nome.

Dracunculus ha solo due specie: D. vulgaris e D. canariensis. Il primo è diffuso un po’ in tutta l’area Mediterranea, ma probabilmente spontaneo solo intorno al Mar Egeo, ha un tubero verticale che cresce verso il basso, talvolta sbulbillante, ha foglie palmato-partite, spesso con macchie bianche; le infiorescenze sono costituite da un lembo della spata che può superare gli 80 cm di lunghezza, a forma triangolare, rosso scuro, con un’appendice dello spadice appuntita e quasi altrettanto lunga, rosso-nerastra. Può superare il metro di altezza ed è l’Aracea più grande del Mediterraneo. A Creta, in località piuttosto remote, esiste qualche popolazione con qualche esemplare a spata bianca e qualche esemplare con appendice gialla. Esistono anche individui intermedi, ma anche qui la maggioranza ha colorazioni normali.

Dracunculus canariensis è leggermente più piccolo, simile ma a spata candida, ad appendice gialla e a differenza dell’altra specie ha un odore gradevole.

Entrambe le specie fioriscono a primavera.

Dracunculus vulgaris, forma tipica
Dracunculus vulgaris, forma a spata bianca
Dracunculus vulgaris, forma a spata bianca ed appendice dello spadice gialla
Dracunculus vulgaris, forma rosea ed appendice dello spadice gialla
Dracunculus vulgaris, forma rosea
Dracunculus vulgaris, forma a spata quasi tutta bianca ed appendice dello spadice giallo-bronzea
Dracunculus vulgaris, forma a spata verdognola
Dracunculus vulgaris, forma a spata rosso-chiaro
Dracunculus vulgaris, forma verdognola ad appendice dello spadice giallo-verdastra

Eminium è un genere che cresce nelle steppe semidesertiche dal Medio Oriente all’Asia Centrale. Le specie, tutte tuberose, sono nove, le spate sono nerastre e in alcune specie le foglie hanno due orecchiette basali piegate perpendicolari rispetto al resto della lamina fogliare-, in altre sono ellittiche. Le foglie e le spate sono spesse o leggermente succulente.

Le spate hanno la loro base a livello del terreno ed i frutti si formeranno in tale posizione, come in Biarum.

In E. spiculatum il lembo della spata è tipicamente corrugato.

Helicodicerus è un genere monotipico e la sua unica specie, Helicodiceros muscivorus, è un endemismo di Sardegna, Corsica e Baleari. Forma un tubero che cresce verso il basso, le foglie sono glauche e possono essere con due orecchiette basali erette o lanceolate. La spata ha il lembo piuttosto rotondeggiante, di circa 15-20 cm, ripiegato in avanti e verso il basso, rosso-porpora-brunastro, peloso. L’appendice dello spadice è rosso-grigiastra ed anch’essa pelosa. Viene impollinato dalle mosche, poiché, come molte altre Araceae emette un odore di carne in putrefazione. Fiorisce a primavera.

Helicodiceros muscivorus

In coltivazione rappresentano un gruppo interessante e non sono generalmente molto difficili, purché tu dia loro un terreno ben drenato, un riposo estivo asciutto ed umidità invernale. Se le coltivi in vaso evita che esso sia colpito dal sole diretto durante la dormienza estiva poiché potrebbe scaldarsi troppo e, a inizio autunno, con le prime annaffiature potrebbero insorgere dei marciumi. Come rusticità ho sperimentato che anche a -4°C non subiscono danni, nemmeno in vaso, in cui prendono freddo da ogni lato. Durante le notti più fredde le foglie possono afflosciarsi, come se fossero state “lessate” dal gelo, per poi riprendersi e tornare come prima nel giro di poche ore. Nei climi più freddi potrai tenere le specie meno rustiche in serra. Mi piace la soluzione (nordica) di coltivarle in serra in vasi di terracotta immersi in letti di sabbia umida e pacciamate in superficie con della ghiaia fine: si attenuano così le variazioni di umidità e di temperatura nel suolo. Se vivi sul Mediterraneo ed hai un terreno non argilloso e ben drenato, anche se sassoso, potrai coltivarli senza problemi in piena terra limitandoti a tenere la zona priva di erbacce.

Alcune specie sono rare e se le coltivi, soprattutto se tenendone anche i dati di località, contribuirai a mantenere più elevato il numero di individui esistenti. Ho visto già troppe volte come diverse specie a distribuzione ridotta o puntiforme stiano rischiando l’estinzione per le attività umane.

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